I giovani che vogliono iniziare un’attività di lavoro autonomo o di impresa devono aprire una partita IVA.
Per svolgere qualsiasi attività in modo abituale o continuativo la partita IVA è obbligatoria.
Non é obbligatoria la partita IVA per le prestazioni occasionali, cioè le attività che vengono svolte in modo saltuario.
Il primo passaggio da fare per aprire una partita IVA è iscriversi presso l’Agenzia delle Entrate e compilare gli appositi moduli.
Durante questa procedura si possono commettere degli errori perché bisogna scegliere il codice ATECO.
Il codice ATECO identifica la propria attività e individuare il regime fiscale corretto sulla base delle proprie esigenze.
Quale agevolazioni ci sono per i giovani?
Il regime fiscale più idoneo ai giovani che vogliono aprire la partita IVA è il regime forfettario (o flat tax).
Il regime forfettario prevede una tassazione ridotta con un’aliquota del 5% per i primi 5 anni e del 15% per gli anni successivi.
È il regime più scelto dai giovani perché, oltre a risparmiare sulle tasse, permette di beneficiare di molti vantaggi.
Per accedere al regime forfettario bisogna soddisfare i requisiti previsti dalla legge. Tra i requisiti principali c’è il limite di fatturato di €65.000 all’anno e la residenza nell’UE.
Il regime forfettario è accessibile a tutti, senza limiti di età.
Il regime forfettario non può essere scelto dai giovani imprenditori agricoli perché loro possono avere solo la p. IVA agricola.
La p. IVA forfettaria prevede molte semplificazioni e vantaggi fiscali che vanno al di là del risparmio sulle tasse. In particolare, i giovani in regime forfettario non applicano l’IVA e non sono soggetti agli studi di settore.
I giovani che aprono una p. IVA, inoltre, possono accedere ad alcuni finanziamenti agevolati. Si tratta di finanziamenti a tasso zero dedicati ai giovani tra i 18 e i 35 anni e alle donne di tutte le età.
Quanto costa la partita IVA?
Per i primi 5 anni di attività, i costi della partita IVA sono molto bassi.
La tassazione corrisponde al 5% e viene calcolata solo su una percentuale dei guadagni annuali. Questa percentuale è stabilita dalla legge e varia in base al tipo di attività.
Dopo i primi 5 anni di attività, i costi della p. IVA aumentano leggermente.
L’aliquota passa al 15% di tasse mentre tutte le agevolazioni restano invariate.
Uno degli svantaggi principali della partita IVA è l’assenza di una stabilità economica garantita che, invece rappresenta il punto di forza del lavoro dipendente.
Come si apre una partita IVA per i giovani?
Per aprire la partita IVA, dopo l’iscrizione all’Agenzia delle Entrate, si continua con:
- Scelta del codice ATECO che permette all’Agenzia delle Entrate di identificare l’attività che andrai a svolgere.
- Identificazione della tipologia di attività che dipende dalla scelta del codice ATECO.
Esistono due diverse tipologie di attività:
- di tipo professionale come il web master, il consulente informatico o l’avvocato.
- Artigianali o Commerciali che richiedono l’apertura di una ditta individuale come il parrucchiere, il tatuatore o l’ecommerce.
Per le attività professionali, la procedura di apertura della Partita IVA si concretizza nella sola compilazione ed invio telematico del modulo all’Agenzia delle Entrate.
Per le attività di artigianali e commerciali, sono necessarie anche:
- la registrazione all’albo artigiani o alla camera di commercio.
- la presentazione della pratica SCIA presso il comune di riferimento.
Con l’apertura della partita IVA, si dovranno versare i contributi previdenziali per la creazione della futura pensione.
Nel caso di Artigiani e Commercianti, che adottano il regime forfettario, è prevista una riduzione del 35% sui contributi da versare.
Il versamento dei contributi in misura ridotta, influisce sull’accantonamento per la pensione.


