Studio commercialista in Basilicata

Il suo punto di forza è il risparmio sulla tassazione, fondamentale soprattutto nella fase di lancio di una nuova attività.

Come funziona

Il regime forfettario è uno dei diversi regimi fiscali possibili nel nostro Paese.
Possono beneficiarne i titolari di partita IVA che potranno cosi contare su una tassazione agevolata (pari al 15 per cento), ridotta, altresì, al 5 per cento per le nuove attività.
Per potervi accedere vi è un tetto di 65.000 euro concernente il limite massimo di ricavi o compensi per l’accesso o la permanenza nel regime forfettario per le partite IVA.
Cifre che restano fissate anche per chi intende aprire nell’anno in corso una nuova attività o effettuare il passaggio alla tassazione agevolata del 15 per cento o 5 per cento, con limiti relativi al lavoro dipendente e alle spese per compensi ai collaboratori.
Importante novità, per il 2022, riguarda la quasi imminente obbligatorietà della fatturazione elettronica anche per questi contribuenti.

I vantaggi

Conclusa la panoramica iniziale i nostri esperti vi illustreranno la misura nel dettaglio.
Non solo tassazione ridotta (pari al 15 per cento), ma anche riduzione dei contributi INPS e semplificazioni ai fini IVA e delle imposte sui redditi.
Altro vantaggio consiste nel non addebitare l’ imposta sul valore aggiunto ai propri clienti, con conseguente sgravio burocratico relativo a ciò
Come sopra menzionato, sembrerebbe essere però in dirittura d’arrivo l’obbligo di fatturazione elettronica, con la recente autorizzazione dell’Unione Europea in merito
Inoltre, è bene ricordare come al fine di poter beneficiare della misura vi sono delle cause ostative, che riguardano tra gli altri:

  • i non residenti, ad eccezione di coloro che risiedono in uno degli Stati membri dell’Unione europea o in uno Stato aderente all’Accordo sullo Spazio economico europeo che assicuri un adeguato scambio di informazioni e che producono in Italia almeno il 75 per cento del reddito complessivamente realizzato;
  • i soggetti che effettuano, in via esclusiva o prevalente, operazioni di cessione di fabbricati o porzioni di fabbricato, di terreni edificabili o di mezzi di trasporto nuovi;
  • gli esercenti attività d’impresa, arti o professioni che partecipano contemporaneamente a società di persone, associazioni professionali o imprese familiari ovvero che controllano direttamente o indirettamente società a responsabilità limitata o associazioni in partecipazione, le quali esercitano attività economiche direttamente o indirettamente riconducibili a quelle svolte individualmente;
  • le persone fisiche la cui attività sia esercitata prevalentemente nei confronti di datori di lavoro con i quali sono in corso rapporti di lavoro o erano intercorsi rapporti di lavoro nei due precedenti periodi d’imposta ovvero nei confronti di soggetti direttamente o indirettamente riconducibili a tali datori di lavoro, fatta eccezione per chi inizia una nuova attività dopo aver svolto il periodo di pratica obbligatoria ai fini dell’esercizio di arti o professioni;
  • coloro che nell’anno precedente hanno percepito redditi di lavoro dipendente e/o assimilati di importo superiore a 30.000 euro, tranne nel caso in cui il rapporto di lavoro dipendente nell’anno precedente sia cessato (sempre che in quello stesso anno non sia stato percepito un reddito di pensione o un reddito di lavoro dipendente derivante da un altro rapporto di lavoro).

Infine, terminiamo l’approfondimento con una buona novità: i soggetti che avviano una nuove imprese potranno godere di un incentivo ancora maggiore: per i primi 5 anni l’imposta scende al 5 per cento!
Una agevolazione importante e sempre più percorsa soprattutto dalle nuove start up che però richiede una giusta competenza ed assistenza fiscale.

 

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