Se si affitta il proprio appartamento per brevi periodi, è bene conoscere quale siano le tasse e gli adempimenti burocratici previsti per affitti brevi (entro i 30 giorni e sopra i 30 giorni).
Secondo l’Agenzia delle Entrate per contratto di locazione breve si intende un contratto di locazione di un immobile che abbia una durata non superiore a i 30 giorni.
E’ possibile affittare per periodi superiori ai 30 giorni, senza ricorrere alle classiche formule di affitto 4+4.
Si tratta dei contratti transitori o meglio dei contratti di locazione abitativa ad uso transitorio. Questo tipo di contratto dà la possibilità al proprietario di un immobile di concedere per un tempo limitato (fino a un massimo 18 mesi) l’immobile ad un altro soggetto.
Per questo tipo di contratto, si richiede di allegare un documento che attesti il periodo breve di affitto. Ad esempio per un’esigenza lavorativa da parte del conduttore, che potrà richiedere la dichiarazione al datore di lavoro.

Affitti brevi fino a 30 giorni
Da giugno 2017 è entrata in vigore la disciplina che prevede una nuova modalità per la tassazione degli affitti brevi, inferiori a 30 giorni.
La normativa prevede l’applicazione di una cedolare secca del 21% a carico del proprietario.
In caso di contratti stipulati con un mediatore immobiliare (portali di prenotazione online), le tasse saranno versate dall’intermediario che riceve il canone di affitto.
Le tasse del 21 % dovrà essere versata entro il 16 del mese successivo tramite modello F24.
Per maggiori informazioni è possibile consultare la circolare 24/E del 12 ottobre 2017 dell’Agenzia delle Entrate e la risoluzione 88/E del 5 luglio 2017.

Affitti sopra i 30 giorni
Questa tipologia contrattuale è applicabile solamente per locazioni che abbiano una durata minima di un mese ed una durata massima di 18 mesi.
È necessario utilizzare un modello contrattuale in linea con le disposizioni normative vigenti che prevedono i contenuti che obbligatoriamente dovranno essere inseriti nel contratto.
E’ necessaria una clausola con la quale il conduttore dichiara di aver ricevuto la documentazione e l’attestato relativi all’attestazione di prestazione energetica (APE).
Il corrispettivo previsto per l’affitto può essere determinato tra il conduttore (chi prende in affitto l’appartamento) ed il locatore (chi dà in affitto il proprio appartamento). Fanno eccezione alcune zone in cui l’importo del canone è disciplinato da accordi territoriali.
Trattandosi di contratti di locazione superiori ai 30 giorni è obbligatoria la registrazione presso l’Agenzia delle Entrate, attraverso i servizi online o si può richiedere la registrazione recandoti presso l’ufficio territoriale di competenza o dando l’incarico ad un intermediario abilitato (come un CAF).
Al momento della registrazione di un contratto di affitto è richiesto inoltre il pagamento di un’imposta di bollo e di un’imposta di registro.
- Imposta di registro è il pagamento del 2% del canone di locazione da pagarsi a metà tra conduttore e locatore.
- Imposta di bollo, pari a 16€ per ogni quattro facciate scritte del contratto od ogni 100 righe.
Il locatore può scegliere se aderire al regime ordinario o al regime della cedolare secca. In caso di cedolare secca, si ha la possibilità di pagare un’imposta sostitutiva applicando un’aliquota del 21% sul canone di locazione stabilito nel contratto.
In caso di applicazione della cedolare secca, non si dovranno pagare l’imposta di registro e l’imposta di bollo previste per la registrazione del contratto di affitto.
Per altre informazioni, richiedi una consulenza presso lo studio commercialista Fittipaldi.
